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giovedì 31 marzo 2011

L'importanza di dire NO!

 

Dire sì...dire no. 

Osho ricordava che nella ns. vita esiste colui che dice sempre" sì" e colui che dice sempre "no" e (sulla base di una bellissima parabola ripresa anche da Nietzsche) li identificava rispettivamente con il Cammello e con il Leone...Il Bambino, l'Animale, più precisamente l'Illuminato, dice SI' quando è sì e NO quando è no!


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Abbiamo perso l’arte di dire “no”. No alla brutalità della politica, no alla follia delle ingiustizie economiche che ci circondano, no all’invasione della burocrazia nella nostra vita. No all’idea che si possano accettare come normali le guerre, la fame e la schiavitù infantile.
C’è un bisogno enorme di tornare a pronunciare quella parola. E invece ne siamo incapaci. Sono sgomento di fronte all’acquiescenza di tante persone per bene, trasformati in campioni di fatalismo quasi che protestare fosse diventato inutile e imbarazzante. Ma le personalità più grandi del nostro tempo, i Nelson Mandela, i Vaclav Havel, non hanno mai provato questo imbarazzo. Purtroppo la famiglia, la scuola e il sistema mediatico inoculano sistematicamente questo virus. Ci predispongono al più totale conformismo. E’ fondamentale riabituarsi alla resistenza contro i falsi idoli del nostro tempo. A partire dal principale: il fascismo del denaro… Il potere politico è nelle sue mani. Voi in Italia dovreste saperne qualcosa...

(FONTE: La Repubblica.it -Tratto dall’ intervista di Franco Marcoaldi su “La Repubblica” al grande intellettuale mitteleuropeo George Steiner)



Vi regalo, dal film "Invictus" del grande Eastwood, un pezzo che evidenzia la grandezza di un uomo che seppe dire di NO: Nelson Mandela! Enjoy!



venerdì 18 febbraio 2011

Antonio Gramsci - Indifferenti (11/2/1917)

Luca e Paolo, in uno dei pochi gioielli di questo (ennesimo) narcolettico Festival di  Sanremo, ci hanno riportato alla memoria le parole di uno dei più grandi intellettuali che l'Italia abbia mai avuto: Antonio Gramsci.
Il brano viene da"La città futura", numero unico pubblicato nel febbraio del 1917 a cura della Federazione giovanile piemontese del Partito Socialista. Gramsci curò per intero la stesura del giornale, che aveva lo scopo di "educare e formare" i giovani socialisti (siamo alla fine del primo conflitto mondiale) alla  politica, alla solidarietà e alla "vita  nuova".

Quanto ancora siano attuali e vibranti le considerazioni di Gramsci, lo lascio scoprire a voi... 

Antonio Gramsci

 
“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”. (11 febbraio 1917)


...Ed eccovi l'omaggio di quei due "comunistacci" di Luca e Paolo. (Grazie, ragazzi!).
:-)


martedì 15 febbraio 2011

AQUARIUS!

Oggi vi offro un'illuminata considerazione dell'astrologa-cabalista Yael Yardeni, pubblicata su Facebook il 14 febbraio alle ore 23.55. Davvero interessante e in sintonia con quanto sta accadendo! E' davvero un periodo tostissimo e tante piccole e grandi cose (anche al di là della comprensione) stanno accadendo dentro di me e intorno a me... Che ne dite? 


YAEL YARDENI


(ENGLISH) 
Hi everyone!
So what’s in store for us this week?
Guys ….these are weeks of revolutions! Practically the entire world chart is in Aquarius! Picture this: Sun, Mars, Neptune, Mercury all in Aquarius.. No wonder revolutions are erupting everywhere!
The first thing we want to understand from this phenomenon is our responsibility towards the global consciousness. We think we are going to do a little bit of good around us, that’s our natural instinct. Little do we know that according to the Kabbalists , every action we take has tremendous repercussions in the world.
So we would like this week to meditate a lot on our personal responsibility towards our fellow man. Take a minute every day to put in your consciousness places around the world where there still isn’t human dignity. That’s the first thing for this week.
On a personal level, this is a great week to examine where we need a revolution in our lives. What corners are we still unsatisfied about and to do … the unexpected in these corners!!!
From Monday on wards, the energy of the moon in Cancer will inspire us to be more sensitive and intuitive, and it will fit in perfectly with the lunar month of Pisces.
Just, everyone, beware of the victim Pisces syndrome this week (sorry Pisceans, we love you!)!
Lets revolutionize the global consciousness this week, and surprise people around us!
A great week everyone!
Love,
Yael



(ITALIANO) 
Ciao a tutti!
Che c'è in cantiere per noi qs. settimana?
Gente! Sono settimane di rivoluzioni! Praticamente l'intera Carta astrale del mondo è in Aquario! Immaginiamoci: Sole, Marte, Nettuno e Mercurio tutti insieme in Aquario! Non meravigliamoci se vere e proprie rivoluzioni stanno eruttando dappertutto!
La prima cosa che dobbiamo comprendere da questo fenomeno è la nostra responsabilità personale di fronte al mondo.
Noi ci preoccupiamo  di fare un pochino di bene riguardo a noi stessi, è il nostro istinto naturale. Ma sappiamo poco riguardo al fatto che secondo i Cabalisti ogni azione ha una tremenda ripercussione nel mondo.
Così  qs. settimana dovremmo meditare molto sulla nostra responsabilità personale rispeto agli altri esseri umani. Prendiamoci un minuto ogni giorno per fare posto, nelle nostre coscienze, a  luogni nel mondo dove ancora non esista dignità umana. Questa è la prima cosa questa settimana. 
A livello personale questa è un'ottima settimana per esaminare dove abbiamo bisogno che avvenga una rivoluzione nelle nostre vite, quali angoli di noi sono ancora senza soddisfazione e cosa fare in proposito per portare l'inaspettato in queste zone di noi.
Da lunedì in avanti, l'energia della Luna in Cancro ci ispirerà ad essere più sensibili e intuitivi e questo sarà in perfetta sintonia con il mese dei Pesci.

Ognuno faccia giusto attenzione alla sindrome della vittima dei Pesci (Scusate, Pesciolini, vi amiamo tanto!)
Rivoluzioniamo quindi la coscienza globale questa settimana, e sorprendiamo la gente intorno a noi!

Una fantastica settimana a tutti!
Con amore.
Yael
 


...E vi lascio con la mitica "Aquarius" da "Hair"...Che ci sia di buon auspicio! Enjoy!

                  

lunedì 14 febbraio 2011

Ma dove corri? STOP HERE AND NOW!



Dal blog http://eccocosavedo.blogspot.com un'altra bella considerazione sull'ipnosi della frenesia che stiamo vivendo in Occidente...


veloce
Si erge con sempre maggior incisività a simbolo dell’attuale società, la consuetudine di eseguire ogni sorta di attività con un’estrema frenesia. Le radici di tale comportamento, si possono rintracciare nella smania neo-economista di essere sempre più rapidi, efficienti, furbi e spregiudicati.
Si corre dalla mattina alla sera, tenendo ritmi impressionanti, suddividendo la giornata in mini-blitz temporali da dedicare a questa o quell’attività. Il risultato di tutta questa fast-life è sotto i nostri occhi: persone stressate a più non posso, nervi a fior di pelle e reazioni spropositate ad ogni minimo impedimento. A tutto ciò si aggiunge la sempre maggiore velocità richiesta sul lavoro, dettata dall’onnipresente crisi attuale, per eseguire compiti più articolati con risorse umane man mano più scarse. Analizzando nel dettaglio questa nuova moda extra rapida, salta immediatamente agli occhi la devastante portata di questo fenomeno sociale, talmente ampia da includere anche la sfera dell’alimentazione con l’estremamente deleteria pratica del fast food. Per limitare questa pessima deriva data dalla "vita veloce", è un buon inizio prendere coscienza che non è assolutamente una detrazione o una colpa eseguire i propri lavori con calma e perizia, siano essi manuali o mentali. In secondo luogo dobbiamo ricominciare ad assaporare il gusto di eseguire le nostre attività con calma: sorseggiare un thè, ascoltare un amico parlare o ammirare un meraviglioso tramonto. Pian piano ci accorgeremo che affrontando così le giornate, la nostra psiche diverrà sempre più calma e lucida e maggiormente inclini a sopportare qualche piccola disavventura. Con una visione slow-life, non avremo più la sensazione di essere cavalli da corsa con i paraocchi, ma esseri consapevoli della bellezza naturale che ci avvolge. (Daniele Segreti)

"Il tempo libero che si presenta inaspettatamente sarà sprecato" - Arthur Bloc



Vi lascio come sempre con un video...anzi stavolta sono due...due miei brevi interventi (sull'emittente Puntoradio) riguardo a cosa sia e quanto serva rilassarsi...Godeteveli, e buon S. Valentino!





                    


venerdì 11 febbraio 2011

LA BELLEZZA SALVERA’ IL MONDO? (2 SONETTI A ORFEO DI RILKE)

...Oggi due splendidi Sonetti di Rilke sulla bellezza...La bellezza saleverà il mondo? Di sicuro, come disse André Breton, "la bellezza sarà convulsa o non sarà"...Enjoy!



2, XII

Ama la mutazione. T’entusiasmi la fiamma in cui ti sfugge
la vita fervida di metamorfosi;


lo spirito ideatore che governa la terra
nello slancio della figura nulla ama quanto la svolta.

 

Chi nel suo stato è fisso, è ormai irrigidito;
se si crede al sicuro sotto l’ala del grigiore insensibile
da lontano una forza più dura di lui che si crede duro lo minaccia.
E già! Un martello assente già s’alza per colpire!



Chi come fonte sgorga, lo fa suo la Conoscenza.
e lo guida estasiato all’opera serena
cui l’inizio è una fine, spesso, e la fine inizio.
 

Ogni spazio felice che percorriamo attoniti
è figlio del distacco. E, dato che si sente alloro,
Dafne mutata vuole che tu in vento ti muti.

 


2, XIII

Anticipa ogni addio, quasi già fosse alle tue spalle,
come l’inverno che ora se ne va.
Perché c’è tra gli inverni uno così infinito
che, se il tuo cuore sverna, resiste ormai per sempre.

 

Sii sempre morto in Euridice, e innalzati
Fino al Rapporto puro, con più forza cantando, celebrando.
Qui tra effimeri sii, nel regno del declino,
un calice squillante che squillando s’infranse.

Sii, e la condizione del Non-Essere nel contempo provala,
questo fondo infinito del tuo interno vibrare,
perché s’adempia intera in quest’unica volta.


Alle risorse esauste, alle altre informi e mute
della piena natura, alle somme indicibili,
aggiungi te stesso, in gioia, e annienta il numero dei calcoli.


 

 


domenica 6 febbraio 2011

Benzina sintetica dall'idrogeno: la sfida energetica di Cella Energy



 ...Vi posto questa "buona notizia", pubblicata oggi su REPUBBLICA e ripresa da INFORMAZIONE LIBERA su Facebook.Beh...incrociamo le dita! Chissà magari ci libereremo presto dei vari Moratti e co.
:-)


(Un carburante pulito, non emetterebbe Co2 con la combustione. E soprattutto economico, costo di produzione circa 50 centesimi di dollaro al litro. Funzionerebbe sugli attuali motori benzina e diesel. E' il progetto finora top secret di un'azienda inglese e dei laboratori Rutherford Appleton)


OXFORD - Benzina senza petrolio, ottenibile senza attendere milioni di anni che servono ai fossili per diventare idrocarburi. Secondo l'azienda inglese Cella Energy 1, dopo quattro anni di ricerche segrete, condotte con i laboratori Rutherford Appleton di Oxford, è possibile. La parola magica che ci sarebbe dietro è già nota: idrogeno. Cella Energy dichiara che il carburante sintetico prodotto utilizzando questo processo di sintesi avrebbe almeno tre qualità: non produrrebbe emissioni nocive, costerebbe circa 1 dollaro e 50 al gallone, attorno ai 50 centesimi di euro al litro. E soprattutto funzionerebbe sui motori a scoppio così come sono ora, senza modificare nulla.
di TIZIANO TONIUTTI


I laboratori Rutherford Appleton sono considerati luoghi di scienza di un certo livello. E infatti, il processo di produzione di questo "benzidrogeno" sembra piuttosto sofisticato. Il progetto del nuovo carburante è stato portato avanti dall'equipe del professor Stephen Bennington, in collaborazione con scienziati delle università di Oxford e di Londra. Nomi importanti, che ammantano la notizia con il fascino dei grandi momenti della scienza. Stephen Voller, CEO di Cella Energy, descrive il processo di produzione del nuovo carburante utilizzando concetti complessi. "Sono stati impiegate materie ad alta energia, incapsulate utilizzando una tecnica di nanostrutturazione chiamata elettrospray coassiale". Parole difficili, che Voller poi sintetizza in frasi più immediate:

"Abbiamo sintetizzato un carburante che può essere utilizzato nei motori attuali, rimpiazzando i combustibili tradizionali. Abbiamo impiegato materiali basati sull'idrogeno, che quindi non producono emissioni nocive. Come se il motore utilizzato fosse elettrico". Naturalmente, il brevetto sulla tecnologia di incapsulamento del "benzidrogeno" è proprietario di Cella Energy.

La chiave. L'idea dietro il nuovo carburante è la conservazione dell'idrogeno in una maniera innovativa, più semplice ed economica. L'incapsulamento sviluppato da Cella Energy permetterebbe, grazie alle nanotecnologie, di produrre microfibre di materiale di spessore fino a 30 volte inferiore a un capello. Questo nuovo materiale forma una fibra in grado di contenere tanto idrogeno quanto i tradizionali contenitori speciali, e possono essere trasformati in sostanza liquida distribuibile alle pompe. L'idrogeno produce circa tre volte l'energia di una stessa quantità di carburante basato sul petrolio, e dai tubi di scappamento esce soltanto acqua. Insomma fare il pieno rimarrebbe un'esperienza del tutto simile a quella attuale, senza l'odore del carburante e i fumi nocivi. E con qualche euro in più nel portafoglio una volta ripartiti. Il problema dell'idrogeno come carburante per veicoli sta nello stoccaggio e la distribuzione, che hanno bisogno di condizioni termiche particolari e costi di gestione elevati, entrambi freni alla diffusione delle nuove forme di propulsione. E molte ipotesi sul futuro della mobilità sono al momento rimaste tali. Se l'idea di Cella Energy dovesse produrre i risultati che promette, la rimandata era dell'idrogeno potrebbe iniziare davvero.







giovedì 3 febbraio 2011

Pamela Colman Smith sui Tarocchi

Dal bellissimo e autorevole blog di Mary K. Greer un suo prezioso contributo sulla leggendaria Pamela Colman Smith, disegnatrice dei Tarocchi Rider Waite...Ve l'ho tradotto dall'Inglese...Godetevelo!



Patricia Colman Smith



Pamela Colman Smith (conosciuta anche con lo pseudonimo di Pixie), autrice del mazzo di Tarocchi  Rider-Waite (Smith), non scrisse mai nulla riguardo al mazzo che creò con l'eccezione di una lettera al suo mentore, Alfred Stieglitz. "Ho appena terminato un lavoro enorme per una cifra davvero ridicola!" -raccontava.
Lei comunque ci disse in un articolo intitolato "Should the Art Student Think?" cosa occorre fare per trovare il proprio approccio personale  nel leggere le Carte. Questa è l'essenza anche del mio stesso modo di leggerle -
"Fai attenzione all'abbigliamento, al tipo di espressione del viso; guarda se puoi rintracciare il carattere nel volto, nota la postura...Innanzitutto osserva le semplici forme di gioia, di paura, di dolore, guarda alla posizione presa dal corpo intero...Dopo che avrai trovato il modo di raccontare una semplice storia, arricchiscila di dettagli...Impara da ogni cosa, osserva ogni cosa, e soprattutto senti ogni cosa!...Guarda con gli occhi interiori, cerca la porta dentro la terra ignota".
 (Essenzialmente lei sta suggerendo i seguenti passi-nota Mary K. Greer:
-Descrivi le carte letteralmente
-Descrivi quali sembrano essere le emozioni, lo stile, gli atteggiamenti delle persone riguardo la carta
-Incorpora la carta dentro di te e portala fuori di te quasi come recitandola
-Componi una storia riguardo a ciò che sta accadendo e confrontala con la prima considerazione che avevi fatto della persona (così avrai una sensazione completa dentro di te)
-Col tuo occhio interiore cammina sul bordo della carta (attraverso la porta)
-Entra dentro quel mondo guardando, al di là dei confini, cose che non avresti mai creduto ci fossero).

Secondo me questo è il miglior modo per scoprire cosa significhino le carte per te in ogni situazione


English Version

Pamela Colman Smith (also known as Pixie), artist of the Rider-Waite (Smith) Tarot deck, wrote nothing about the deck she created except in a letter to her mentor, Alfred Stieglitz, “I just finished a big job for very little cash!” She did tell us, however, in an article called “Should the Art Student Think?,” what must have been her own approach to reading the cards. This is the core of my own reading style.
“Note the dress, the type of face; see if you can trace the character in the face; note the pose. . . . First watch the simple forms of joy, of fear, of sorrow; look at the position taken by the whole body. . . . After you have found how to tell a simple story, put in more details. . . . Learn from everything, see everything, and above all feel everything! . . . Find eyes within, look for the door into the unknown country.”*
 (Mary K.-Greer says that essentially, she’s suggesting the following steps:  
-Describe the card literally. 
-Describe what seem to be the emotions, style and attitudes of the people on the card. 
-Physically embody the card—act it out. 
-Make up a story about what’s happening and turn it into a first person account (so you are feeling everything yourself). 
-In your mind’s eye, step over the border of the card (through the door). 
-Enter into that world, seeing beyond the borders to things you never knew were there.)

In my opinion, this is the best way to discover what these cards mean for you in any situation. 

(*“Should the Art Student Think?” by Pamela Colman Smith in The Craftsman 14:4 (July 1908), pp. 417-19)



...Vi lascio con un omaggio a questa Musa misconosciuta del Liberty...Un bacio


mercoledì 2 febbraio 2011

Ocean of silence

...Prima di nanna, vi regalo una perla dell'immenso Krishnamurti...Godetevela!

 




Il Silenzio (JIDDU KRISHNAMURTI)

 

Il silenzio ha molte qualità. C'è il silenzio fra due rumori, il silenzio fra due note e il silenzio che si allarga nell'intervallo fra due pensieri.

C'è il singolare, quieto, pervadente silenzio che si diffonde in campagna alla sera; c’è il silenzio nel quale si ode il latrato di un cane in lontananza o il fischio di un treno che arranca per una ripida salita; il silenzio che regna in una casa quando tutti sono andati a letto, e il suo particolare risalto quando ti svegli nel cuore della notte e ascolti un gufo gridare nella valle; e c’è il silenzio che precede le risposte della compagna del gufo. C’è il silenzio di una vecchia casa abbandonata, e il silenzio di una montagna; il silenzio fra due esseri umani quando hanno visto la stessa cosa, sentito la stessa cosa, e agito. Quella notte, specialmente in quella valle remota con le antichissime colline e i loro macigni di forma singolare, il silenzio era reale come la parete che toccavi. E tu guardavi dalla finestra le stelle luccicanti. Non era un silenzio autoprodottosi; non era perché la terra fosse quieta e gli abitanti del villaggio fossero addormentati, ma veniva da ogni dove, dalle stelle remote, da quelle colline scure e dalla tua mente, dal tuo cuore. Questo silenzio sembrava coprire tutto, dal più piccolo granello di sabbia del greto del fiume - che conosceva acqua corrente solo quando pioveva – all’alto, frondoso fico di Banian e una leggera brezza che cominciava a spirare. C'è il silenzio della mente che non è mai toccata da alcun rumore, da alcun pensiero o da l'effimero vento dell’esperienza. Questo è il silenzio innocente, e pertanto infinito. Quando c'è questo silenzio della mente, da esso scaturisce l'azione e questa azione non è causa di confusione o infelicità. La meditazione di una mente che sia totalmente in silenzio è la benedizione che l’uomo sempre cerca. In questo silenzio ogni qualità del silenzio è. C’è quello strano silenzio che regna in un tempio o in una chiesa vuota sperduta nella campagna, senza il rumore di turisti e fedeli; e il pesante silenzio che regna nell’acqua è parte di quello che è fuori del silenzio della mente.
La mente meditativa contiene tutte queste varietà, tutti questi cambiamenti e movimenti del silenzio. Questo silenzio della mente è la vera mente religiosa, e il silenzio degli dèi è il silenzio della terra. La mente meditativa scorre in questo silenzio, e l'amore è la via di questa mente. In questo silenzio c’è la beatitudine e il riso.


...E una buonanotte a tutti con un brano toccante di Battiato...



giovedì 27 gennaio 2011

Gli Italiani non cambiano mai?

Guardate che cosa  ho trovato: l'ha scritta Gioacchino Belli 200 anni fa!
Cosa vi ricorda? Non è perfetta per quello che sta accadendo nel ns. Paese al giorno d'oggi con il "Rubygate"? Pazzesco! 
Certo che, al di là della genialità di Belli, una cosa è certa (e pure deprimente): sembra proprio che gli Italiani non cambino mai...
Mah!
:-(


Gioacchino Belli


Mentre

Mentre ch'er ber paese se sprofonna
tra frane, teremoti, innondazzioni
mentre che so' finiti li mijioni
pe turà un deficì de la Madonna
Mentre scole e musei cadeno a pezzi
e l'atenei nun c'hanno più quadrini
pe' la ricerca, e i cervelli ppiù fini
vanno in artre nazzioni a cercà i mezzi
Mentre li fessi pagheno le tasse
e se rubba e se imbrojia a tutto spiano
e le pensioni so' sempre ppiù basse
Una luce s'è accesa nella notte.
Dormi tranquillo popolo itajiano
A noi ce sarveranno le mignotte

Gioacchino Belli (Roma, 7 settembre 1791 – Roma, 21 dicembre 1863)


Mi è venuto in mente (per "par condicio") un altro romano geniale, il compianto Luciano Salce, uno degli intellettuali più lucidi e più sottovalutati della ns. cultura recente...
Nel suo "Colpo di Stato", un  film del 1969 introvabile e maledetto (e si può intuire il perchè) immagina che le Sinistre vincano le elezioni, ma che si rifiutino consapevolemente di governare, preferendo l'ignavia al coraggio...Anche questo non vi ricorda qualcuno e qualcosa?
:-)


mercoledì 19 gennaio 2011

Marx aveva ragione...

Capitalista

...Un altro post (la febbre rende! Eheheheh)...No comment! Dico solo una cosa: Marx aveva ragione! Altro che palle!
:-))



I Comandamenti del Capitalista (di The Center for Balance)

Professione di Fede

1. Fallo agli altri prima che gli altri lo facciano a te. Riduci in miseria i tuoi prossimi e tratta i loro lavori senza compenso, tariffa o retribuzione per assicurarti un profitto generoso dal più grande schiavo. Instaura il più autoritario dei regimi e non lasciare che alcuna moralità o potere della grande maggioranza interferisca con i più grandi profitti derivati dal preservare le disparità e tutti i poteri della depredazione tanto graditi dai ricchi.
2. Fai sì che in tutte le cose la tua Efficienza determinata dal capitale debba rimanere l’unico dio, e non lasciare che alcuna moralità, libertà o preoccupazione ecologista interferisca con il tuo diritto divino di trarre profitto, recingere o privatizzare a tuo beneficio.
3. Dovrai fare del denaro e del potere il tuo unico dio e obiettivo, e non tollerare nessuna vanità sciocca nel manifestare ad alcuno altre occupazioni o rivelazioni pericolose.
4. Per assicurarti il potere, non dovrai permettere alle persone di possedere o controllare le loro banche centrali (malgrado il Tesoro costituzionale spinga in senso contrario) dato che il debito monetario è il potere nevralgico e la forza motrice di fronte alla quale tutti gli altri impallidiscono e rimangono impotenti.
5. Dovrai possedere e controllare tutti i media e le agenzie di divulgazione delle notizie. Non lasciare che alcun redattore venga preferito per timore dell’influenza delle persone, di quello che vedono, sentono e leggono. Lascia che tutti i libri, i media e l’educazione sviluppino i nostri valori in modo esclusivo. Non lasciare che nessuna dottrina egualitaria né nessuna idea di equilibrio del “fattore” lavoro-capitale interferisca con tutto questo, il nostro progetto grandioso.
6. Farai sì che in tutte le cose la Crescita e la rovina pro capite siano le tue uniche divinità, e vanifica ogni volta l’Equilibrio. Dovrai vedere che l’umanità si moltiplica all’infinito. Non lasciare che sorga alcun equilibrio nella popolazione ché potrebbe servire per far conoscere lo stesso quantum di libertà, spazio terrestre, diritto naturale e piacere anche sui tuoi stessi figli, poiché questo distruggerebbe la nostra Crescita preziosa e proficua.
7. Farai sì che in tutte le cose opporrai resistenza all’Equilibrio, e anche all’equità sia di fattore che di genere, poiché io, il tuo Dio maschile del Cielo, ti ho detto così.
8. Non permettere l’emergere di comuni o cooperative libere, né il subentrare di alcuna iniziativa imprenditoriale no-profit, poiché una simile competizione deve essere temuta e proibita. Privatizza tutto come se fosse tuo diritto. Controlla i regni del potere così la grande maggioranza non disporrà possedimento esente da debiti, né l’accesso a ogni mezzo con cui si possa assicurare la libertà domestica, l’indipendenza e la democrazia.
9. Lascia che il reame della Natura venga conquistato e piegalo ai tuoi scopi di profitto. Brevetta e possiedi tutta la farmacopea della natura. Cambia la natura degli animali e allo stesso modo degli umani per servire i tuoi fini. Rendi off limits quelle terre fertili, quelle piante da cui le masse possano trarre agio, acquisire libertà naturale, assicurarsi rifugio dal nostro Mercato Libero, o inciampare su una qualsiasi rivelazione di una natura non egocentrica, cooperativa e spirituale.
10. Recinta il regno, poiché i senza terra e i dipendenti sono cibo per i tuoi obiettivi più grandi. Permetti che la nostra Interdipendenza sia sempre mediata dal ricco e dal potente, e assicurata nel nome di un’Efficienza che serve soltanto i nostri fini. Cerca di distruggere ogni scampolo di libertà naturale, di Stato e di indipendenza domestica. Fa che il nostro Mercato Libero di neo-schiavitù prevalga e tu ne trarrai profitto oltre ogni sogno più azzardato 

(Titolo originale: “The Capitalist Commandments”-Traduzione a cura di MICHELA SALANI-Fonti:  INFORMATIONCLEARINGHOUS  e THECENTERFORBALANCE)





...Chiudo con un' illuminante perla di Silvano Agosti sul denaro (e non solo). Adoro quest'uomo!


Grani di sabbia cosmica

 ...Stamattina, ancora febbricitante, pubblico una bella nota su Facebok dell'amica Lucilla Trapazzo, pittrice e regista di grande talento (potete scoprire il suo lavoro qui: http://www.lucillatrapazzo.com/ ). Buona lettura!


Lucilla Trapazzo


"Esistono piu' stelle, pianeti, galassie, nell'universo conosciuto, che grani di sabbia su tutta la terra, e' un fatto....
Mi afferra alla gola questa nostra solitudine cosmica:
noi, piccoli esseri fagociti, rinchiudiamo la vita terrena (e non parlo solo della vita della specie umana...) nel nostro citoplasma, e divoriamo mai sazi come tanti ''pacmen'' impazziti.
E' assordante il silenzio cosmico:
e si dissolvono nel nulla lo starnazzare senza meta dei nostri parlamenti, il fragore delle guerre, (anche di quelle sconosciute, che ''sono'', nonostante la negazione dell'essere nella societa' delle immagini: se non ''appari'' non esisti), le urla senza voce dei 220 milioni di bambini, che piegano la schiena perche' i nostri figli abbiano un pallone di cuoio in piu', un bicchiere di coca-cola in piu', un gadget firmato in piu'.
Se siamo figli di una specie aliena di milioni di anni piu' progredita di noi, non ne abbiamo conservato traccia nel nostro DNA collettivo... tra qualche millennio (o forse prima) il cancro ''uomo'' scomparira' dalla terra e, come dico in uno dei miei video, l'universo non ne avra' traccia.
Dagli esperimenti degli acceleratori di particelle, pare che l'universo per i primi secondi della propria esistenza fosse in forma liquida. se potessimo dissolverci in quel liquido primordiale, foriero di possibilita' e ricominciare da capo... esistenze finalmente con uno scopo."
Lucilla


...E, senza commento, vi lascio in compagnia di un video strepitoso in puro stile magrittiano...Vi saluto...across the universe! :-)


domenica 16 gennaio 2011

Il Circo mi mette tristezza...

...In questa febbricitante (ma intensissima) giornata d'inverno, vi posto un'accorata e sentita considerazione sul Circo dal blog dell'amica Orchidea De Santis...Che ne pensate?


"Non so quando è stata l'unica volta che andai a vedere lo spettacolo del circo. Certamente non da bambina perchè i miei avevano altro a cui pensare e di questo, dopo aver visto uno spettacolo, gliene sono grata! Letizia, mia sorella, che spesso ha fatto le veci dei miei genitori, ed anche lei era ed è appassionata di spettacoli, mi portava a vedere in questo periodo di feste natalizie, "Holiday on ice", che mi piaceva da impazzire. Vedere questi artisti con vestiti di tantissimi colori tutti luccicanti messi in risalto da una sapiente illuminazione e muoversi a suon di musica sui pattini sulla immensa pista giacciata, quello si era uno spettacolo magico!
Invece il circo come gli zoo mi mette tristezza. Mi immedesimo in quella tigre che è costretta a saltare il cerchio di fuoco e penso " povero animale così fiero e regale assoggettato dall'uomo per un gioco di abilità idiota". Oppure quell'elefante che danza, si inchina per salutare quel pubblico che senza un briciolo di sensibilità ride ed applaude al patetico show dell'involontario buffone.
Questo è ciò che lo spettatore vede, ma dietro le quinte?
Nei circhi, gli animali sono prigionieri che vengono costretti ad addestramenti crudeli ed umilianti. Per un orso è naturale ballare o per i leoni essere costretti a sedere su degli sgabelli a suon di frusta? Per tigri e pantere è naturale saltare attraverso un cerchio infuocato, considerando il terrore atavico degli animali per questo elemento? No, lo sappiamo non è naturale! Non entro nei dettagli di tali addestramenti, non ce n'è bisogno perchè è possibile immaginarli. Per stravolgere completamente l'istinto di un animale, è necessario ricorrere alla violenza e oggi di violenza ce n'è troppa e portare i bambini a vedere questo spettacolo apparentemente innocuo significa istillarla anche se in buona fede. Oggi l'ignoranza non deve essere più tollerata. Ci sono tanti altri modi più educativi per conoscere gli animali e ci sono tantissimi artisti acrobati straordinari che hanno lasciato il circo con gli animali per esibirsi al pubblico con la sola loro arte che non è poca. 
 
Voglio andare al circo senza leggere la sofferenza negli occhi degli animali.
(Orchidea De Santis, 13-12-2010)


...E per finire un video  dell'ormai leggendario "Cirque du Soleil" che ha riportato il Circo ad Arte sublime ed inarrivabile...Un bacioooo


Inversione a U

Ebbene sì...Siamo nati per essere felici, ma ce lo dimentichiamo regolarmente: tutta la nostra vita è in effetti un viaggio di ritorno verso l'Estasi e la Felicità primigenia!  Siamo tanto sciocchi da non osare nemmeno pensare di poter esercitare un tale diritto naturale...In tal senso anche il Cammino Regale dei Tarocchi rappresenta questo viaggio di ritorno, dal Mago al Matto...
Ci interessiamo a ciò che c'è fuori, dimenticandoci di guardare dentro... Gli Alchimisti osservavano che, in effetti, l'inizio del vero cammino del Sè inizia con una radicale "inversione a U"! Il viaggio consiste nel tornare dentro...
Il discepolo inizia realmente il suo personale "Viaggio dell'Anima" solo quando comincia a spostare l'attenzione da ciò che è fuori a ciò che è dentro...Sappiate che quando nulla cambia realmente nella ns. vita semplicemnte  è solo che stiamo continuando a "guardare fuori di noi" e non "dentro"! 
Questo è il primo, unico, fondamentale, passo verso il "Coming home", l'"Eterno Ritorno", il ritorno a casa!!!

Dagli splendidi Tarocchi della Trasformazione, nati nel "mondo" di Osho, vi regalo una parabola che fa al caso nostro: è un episodio legato alla vita di Rabiya al-Adawia, una stupenda mistica medievale. La storia è connessa al Tarocco n. 57 (chiamato "Intelligenza") ed è seguita dalle parole luminose di Osho, uno dei Maestri più grandi di sempre...Enjoy!

"Ho sentito narrare un episodio della vita di Rabiya al-Adawia, una grandissima mistica Sufi. Una sera, gli abitanti del suo quartiere la trovarono seduta in mezzo alla strada, mentre cercava qualcosa. Era ormai anziana, e la sua vista era debole, difficilmente avrebbe potuto trovare qualcosa con il calar della notte, per cui i suoi vicini si avvicinarono per aiutarla. Le chiesero: “Cosa stai cercando?” 
Rabiya rispose: “È una domanda irrilevante: sto cercando; se potete aiutarmi, aiutatemi!” 
Risero e dissero: “Rabiya, sei impazzita? Dici che la nostra domanda è irrilevante, ma se non sappiamo cosa stai cercando, come potremo aiutarti?” 
Rabiya disse: “Va bene, solo per accontentarvi, vi dirò che cerco un ago. Ho perso il mio ago”. Subito si misero a cercarlo, ma in breve si resero conto che la strada era larga e lunga e un ago era una cosa piccolissima, per cui chiesero: “Rabiya, per favore, puoi dirci dove l’hai perso? Il punto preciso, altrimenti sarà molto difficile trovarlo: la strada è così larga e noi potremmo cercarlo in eterno… dove l’hai perso?” 
Rabiya disse: “Ecco che di nuovo fate una domanda irrilevante. Cosa c’entra con la mia ricerca?” 
Si fermarono e le dissero: “Di certo sei impazzita!” 
Rabiya disse: “Va bene, solo per accontentarvi, vi dirò che l’ho perso in casa mia.” 
Allibirono: “Ma allora perché lo cerchi qui?” 
E si dice che Rabiya abbia detto: “Perché qui c’è luce e in casa non c’è luce alcuna”. 
Il sole stava ancora tramontando e in strada c’era ancora un po’ di luce."

"È una parabola di significato profondo. Hai mai chiesto a te stesso cosa stai cercando? Hai mai posto come punto di profonda meditazione, conoscere cosa stai cercando? No. Anche se in qualche istante, una vaga apparenza, un pallido sogno ti hanno dato un remoto spiraglio, un’idea vaghissima di ciò che stai cercando, non hai alcuna idea precisa, non l’hai mai saputo con esattezza. Ancora non l’hai definito. 
Se cerchi di farlo, più diventa definito, e maggiore sarà la sensazione che non è affatto necessario cercarlo. Quella ricerca può continuare solo in uno stato di vaghezza, in uno stato di sogno, allorché le cose non sono chiare e si continua a cercare. Spinto da una pulsione interiore, mosso da un’ignota emergenza interiore, sai solo una cosa: hai bisogno di cercare. Questo è un bisogno interiore. Ma non occorre affatto che tu sappia cosa stai cercando. Ma se non sai cosa stai cercando, come potrai trovarlo? 
È qualcosa di vago: tu pensi che sia il denaro, il potere, il prestigio, la rispettabilità. Ma poi vedi le persone rispettabili, i potenti… anche loro stanno cercando. Vedi le persone incredibilmente ricche: anche loro stanno cercando. Tutti sono alla ricerca, fino all’ultimo giorno di vita. Quindi la ricchezza non aiuterà, il potere non servirà: la ricerca continua malgrado tutto ciò che si raggiunge. 
Di certo si sta cercando qualcos’altro. Questi nomi, queste etichette – denaro, potere, prestigio – servono solo ad appagare la mente. Servono solo a darti la sensazione che stai cercando qualcosa… e quel qualcosa è ancora indefinito, è una vaghissima sensazione. La prima cosa che un vero ricercatore deve fare, un ricercatore che sia diventato un po’ presente e consapevole, è definire la ricerca. Deve formulare un concetto netto che la definisca: di cosa si tratta? Deve farla affiorare, deve uscire dall’inconscio onirico; deve guardarla direttamente; deve mettersi a confronto. 
E immediatamente avverrà una trasformazione: se inizi a definire la tua ricerca, inizierai a perdere qualsiasi interesse per qualsiasi ricerca. Più sarà definita, meno sarà presente. Quando sarà evidente, quando la conoscerai in ogni dettaglio, all’improvviso scomparirà. Esiste solo quando tu non sei attento. 
Lasciamelo ripetere: la ricerca esiste solo quanto tu sei addormentato; la ricerca esiste solo quando tu non sei consapevole. L’inconsapevolezza crea la ricerca. 
Certo, Rabiya ha ragione. All’interno non c’è luce, e poiché non c’è luce e non c’è alcuna consapevolezza dentro di te, ovviamente tu continui a cercare all’esterno; perché all’esterno le cose sembrano più evidenti. Tutti i nostri sensi sono estroversi: gli occhi si aprono verso l’esterno. Le mani si muovono, si protendono verso l’esterno; le gambe si spostano all’esterno; le orecchie sentono i rumori e le voci che vengono dall’esterno. Qualsiasi sia il tuo strumento di percezione, si apre all’esterno: tutti e cinque i sensi si muovono in maniera estroversa. 
E tu inizi a cercare lì, dove puoi vedere, sentire, toccare – la luce dei sensi ricade sull’esterno. E colui che ricerca è all’interno. Questa dicotomia va compresa. Il ricercatore è all’interno, ma poiché la luce è all’esterno, egli inizia a muoversi in maniera ambiziosa: cerca di trovare all’esterno qualcosa che lo appaghi. Non accadrà mai. Non è mai accaduto. La natura stessa delle cose lo rende impossibile, perché se non ricerchi colui che ricerca, ogni tua ricerca sarà priva di qualsiasi significato. Se non arrivi a sapere chi sei, tutto ciò che ricerchi è futile, perché non conosci il ricercatore in sé. E senza conoscerlo, come potrai incamminarti nella giusta dimensione, nella giusta direzione? È impossibile. 
La prima cosa, la cosa fondamentale, dev’essere presa in considerazione per prima! Se ogni ricerca si fermasse e tu all’improvviso diventassi consapevole che ora esiste un’unica cosa da conoscere: “Chi è questo ricercatore dentro di me? Cos’è questa energia che vuole ricercare? Chi sono io?”, in quel caso accadrebbe una trasformazione. All’improvviso ogni valore muterebbe: inizieresti a muoverti all’interno del tuo essere. In quel caso, Rabiya non sarebbe più seduta in mezzo alla strada, alla ricerca di un ago che è stato perso da un’altra parte, nel buio della propria anima interiore. Quando inizierai a muoverti dentro di te…
Per molte vite sei stato all’esterno, sotto un sole cocente, nel mondo; pertanto, quando entri dentro di te, ti rendi conto di aver completamente dimenticato come riadattare gli occhi. La meditazione non è altro che questo: riadattare la tua visione, i tuoi occhi. 
E se continui a guardare dentro di te – ci vorrà tempo – per gradi, lentamente, inizierai a percepire all’interno una luce meravigliosa. Ma non è una luce aggressiva: non assomiglia al sole, è più simile alla luna. Non acceca, non stordisce, è molto calma, quieta; non è calda, è estremamente compassionevole, è un lenitivo, un balsamo. Pian piano, quando ti sarai adattato alla luce interiore, vedrai che tu ne sei la sorgente stessa. Colui che ricerca è la cosa cercata. Allora vedrai che tutti i tesori si trovano già dentro di te, e il problema era solo questo: tu stavi cercando all’esterno. Stavi cercando quel tesoro da qualche altra parte, all’esterno, mentre era sempre stato dentro di te, all’interno. Lo cercavi nella direzione sbagliata, ecco tutto."
(Osho)


sabato 15 gennaio 2011

SATIRA & ZEN?



Oggi mi viene da chiedermi (e da chiedervi): ma...che cos'è la SATIRA? E perchè dà così fastidio e fa così male? Ho trovato una bellissima " voce" di Wikipedia di cui  vi allego il link (http://it.wikipedia.org/wiki/Satira). 
Ma vorrei andare oltre...Trovo che la SATIRA abbia a che fare (udite! udite!) più con la SPIRITUALITA' che con il Teatro e la Comicità!
Essa è paragonabile alle tecniche Zen e ai paradossi che molti Maestri usavano e usano nella storia della Religiosità su questo pianeta: un distacco dal mondo che a che fare con la testimonianza di ciò che accade! Non è il giudizio che importa alla Satira, ma l'osservazione del mondo; non è il luogo comune che interessa, ma la forza della Verità.... non è il benpensare, ma il volare alto dell'Aquila che tutto vede con impietoso distacco! E pure  l'indignazione e l'invettiva dei Grandi della Satira sembrano  escamotages, puri trucchi per provocare -attenzione- non una reazione, ma una risposta (che è ben altro!).
Insomma...quasi una sorta di koan zen?
YES! IT IS! 
Ricordate la  favola di Andersen "I vestiti nuovi dell'Imperatore" (già citata in un precedente post di questo blog)? E' come se la Satira smascherasse la truffa dell'Imperatore: essa è come il bambino della fiaba che, osservando con gli occhi dell'innocenza  permette lo svelamento della manipolazione e il ritorno alla realtà e alla purezza!
Ecco perchè dà così fastidio: perchè strappa le maschere e le frantuma sotto il peso della semplicità e della verità!





In Italia la Satira  gode di ottima salute: si pensi a Daniele Luttazzi, ai fratelli Corrado, Sabina e Caterina Guzzanti, a Beppe Grillo, per non parlare dell'immenso Dario Fo, di Paolo Rossi, di Antonio Albanese e di  tanti altri che non sto qui a ricordare... Del resto furono gli antichi Romani a "inventarla" e quindi il ns. inconscio collettivo ne è intriso...Non fatevi ingannare dal fatto che essa sia perseguitata e censurata: buon segno! Vuol dire che il Potere la teme!
:-)

Daniele Luttazzi



...Voglio però regalarvi tre giganti della Satira americana che magari conoscete poco o affatto: Bill Hicks, George Carlin e Sarah Silverman. Purtroppo i primi due sono morti abbastanza giovani (Carlin recentemente)...Lunga vita, invece, alla splendida Sarah!







...e come bonus il pezzo capolavoro di Frankie Hi-NRG, "Quelli che benpensano"...Calza a pennello! Enjoy!